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In collaborazione con:

Associazione Guide Interpreti Accompagnatori Turistici
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Il Castello di Marne
A cura di Paolo Moschini
Marne è una frazione di Filago e dista 2 km da Madone, sorge alla
confluenza del torrente Dordo nel Brembo, ancora oggi in questo punto
sono visibili i resti di un ponte probabilmente romano. Il torrente Dordo
qui forma un breve, ma pittoresco "canion", nella parente del
quale si apre un condotto, da tempo chiuso, che si presume collegasse
il castello di Marne con quello di Trezzo.
E' proprio in questa zona che si innalza il castello di Marne.
Le origini del castello risalgono alla prima metà del XIV secolo.
Della prima opera fortilizia rimane solo la struttura consistente la parte
bassa della torre con la porta d'ingresso.
Di proprietà della famiglia guelfa degli Avogadri fu testimone
di lotte di fazione. Nel 1398 Giangaleazzo Visconti, signore di Milano,
mandò le sue truppe per occupare i castelli di Ghisalba, Redona,
Comonte e Marne. Il castellano di Marne, Marco Avogadri, dovette cedere
alle prepotenze del duca. Negli anni che seguirono, particolarmente nel
1403 e ancor più nel 1404, si verificarono fatti d'arme nei paesi
dell'Isola, fra cui Marne, che furono assaltati e devastati dalle squadre
guidate da Pandolfo Malatesta. Nel 1406 subì anche le ribalderie
di Giacomo dal Verme.
Il castello, durante tutte queste traversie, fu danneggiato più
volte tanto che il Senato Veneto, dopo averlo dato in feudo nuovamente
agli Avogadri, con il decreto del 3 giugno 1429, concedeva loro di "ricostruire
il ruinato castello con le solite opportune esenzioni".

Particolare della Torre Ovest |

Torre Nord |

Torre al centro del paese |

Antico abside |
Ancora nel 1705, al tempo della guerra di successione di Spagna, durante
le scorribande in Lombardia dei francesi i dei tedeschi, Marne e molti
paesi dell'Isola furono devastati e saccheggiati dai tedeschi e si dice
che il castello Fermo Avogadri fosse costretto a fuggire a Ponte S.Pietro
per cercare aiuto.
Negli ultimi decenni dell'ottocento, dopo essere passato in altre proprietà,
fu acquistato dai conti Colleoni che lo possiedono tuttora. Per iniziativa
di Marino Colleoni fu restaurato e trasformato in residenza estiva; i
suoi discendenti completarono l'opera di ristrutturazione con un arredamento
signorile di gusto medioevalizzante e adattando a parco il lungo spalto
dominante il Brembo.
Oggi la signorile dimora ci appare di notevoli dimensioni per aggiunta
di due ali ad angolo fra loro, con portico e sale al pianterreno e locali
di abitazione al piano superiore, erette nel secolo scorso.
L'interno del castello è visitabile solo in occasione di mostre
od esposizioni.
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